giovedì 17 luglio 2014

INSALATA da TIFFANY: perché questo è più bello!

Qui le cose si fanno serie. 
Se il primo era di chiccosissimo senza precedenti, il secondo è di una raffinatezza ed eleganza senza eguali.
Di che cosa parlo?
Ma del secondo libro uscito dal contest MTChallenge di Alessandra Gennaro dal titolo INSALATA da TIFFANY


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Argomento: le insalate come non le avete mai viste!!

Lo spunto è stato La caesar salad, sfida del mese di giugno 2013, lanciata da Leonardo Bellocchio, il vincitore della gara del mese precedente.
Una ricetta meravigliosa che si presta a tantissime interpretazioni, ideale per scatenare la fantasia e la maestria che contraddistingue le partecipanti di questo esaltante appuntamento mensile.


Cosa potete trovare in questo libro che definirei il manuale delle insalate?

41 ricette di "insalate da Tiffany", ossia le insalate pensate non come contorni o piatti veloci, ma come vere e proprie protagoniste delle nostre tavole, secondo la moda inaugurata da Escoffier &Co al tempo della nascita dell'alta ristorazione. Queste ricette sono tutte ambientate nella Belle Epoque, con pezzi d'epoca originali e preziosissimi, foto scattate dall'occhio esperto di Paolo Picciotto.

Seguono poi 53 "pezzi facili", vale a dire insalate nel senso più classico del termine,  rappresentate da una grafica assolutamente contemporanea, con le illustrazioni della blogger Mai Esteve.

L'ho definito un manuale perchè in mezzo, sono raccontati tanti condimenti: emulsioni stabili e instabili, aceti, olii, sali aromatizzati, citronette, vinaigrette, maionesi e tutto quanto serve per condire l'insalata in modo da renderla originale e sempre diversa. 
E poi, c'è il c'era una volta, con la parte storica e la parte più tecnica, con le attrezzature, i consigli, il come si fa.

Insomma, un altro imperdibile appuntamento con I libri dell'MTC!




Carta di identità:

Titolo : INSALATA da TIFFANY
Casa editrice: Sagep editori
Collana: I libri dell'mtc
Fotografie: Paolo Picciotto
Illustrazioni: Mai Esteve
Impaginazione: Barbara Ottonello
Editor: Fabrizio Fazzari
a cura di : Alessandra Gennaro
Prezzo: 18 euro
in vendita in tutte le librerie e su Amazon, IBS etc.


Un contributo di solidarietà.

Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.


sabato 28 giugno 2014

Non c'è la Romagna senza la piadina.

Non ci sono io senza la piada, non c'è la tradizione delle famiglie romagnole, non c'è la riviera con i suoi caratteristici chioschi a righe  ma anche la collina o la "bassa" senza il nostro piatto per eccellenza, quello che conoscono tutti e quello che tutti amano.
Il suo profumo è inconfondibile: è quello dello strutto che si scalda sul testo, che ti prende la gola anche se non hai appetito. Ha il sapore della vacanza, del relax, della spensieratezza e della convivialità.
Un bicchiere di vino buono e piada col prosciutto. Nothing else.



Ecco. 
Questo è quello che ho scritto mentre l'impasto della piada riposava in frigorifero.
Poi..

Lui - Peppebio (nomignolo che mi ha affettuosamente affibbiato il mio compagno) a che punto sei? Apparecchio la tavola?
Io - no, perdona ma devo fare un'apparecchiatura per la piada.
Lui - in che senso? non è prevista la tovaglia? chi hai invitato?
Io - nessuno! ma stasera scade l'mtc ed è sulla piada e devo fare un supermegarticolo, e si, la tovaglia la metto, quella romagnola!
Lui - ah, capirai..sempre quella! 
Cerco la tovaglia. Soppa è nella pila di panni da stirare..che faccio? La stiro a mano, si dai non posso aprire l'asse da stiro, accendere il ferro..no no, le mani vanno benissimo.
Comincio ad apparecchiare la tavola e Lui mi guarda un poco risentito, è come? non mi fido del suo lato artistico?
Faccio finta di niente ma lo coinvolgo nel momento in cui c'è da fare la foto mentre tiro la piada e Lui si rianima e scatta una serie di foto devo dire decenti.
Decido di preparare un set cotturapiada in giardino, servendomi del fornellino per la bourguignonne. 
La piada va sullla padella/testo e il profumo comincia ad invadere il cavedio ed entra prepotente in casa. 
Il languore comincia a prendere a poco a poco possesso dei sensi.
Mentre la piada cuoce, preparo il tagliere con lo squacquerone, il prosciutto di mora romagnola comprato stamattina al mercato della terra (favoloso!) i ciccioli, la rucola e un pezzo di pecorino.
Lui apre la bottiglia di vino, un lambruschino da brivido, l'Otello della cantina Ceci (ci vorrebbe il sangiovese con la piada, ma è estate, meglio un lambrusco ghiacciato. ci vorrebbe la birra...ma stasera ci tocca questo!).
Ho anche il pane di Calzolari...un grano antico buono come pochi...e 
Lui - taglio il pane?
Io - arriva la piada! 
La prima è la sua, non posso utilizzarla per il "set fotografico", se la sta mangiando con gli occhi. 
La seconda è la mia...scatto due foto, le riguardo al volo, fanno pena..giro il piatto, le riscatto, le riguardo..si si vanno bene dai!
La piada è venuta una meraviglia. Stamattina al mercato della terra ho comprato un chilo di farina bianca di grano tenero macinata a pietra, una 2, de Il mulino del dottore di Savigno e un chilo di farro sempre tipo due, sempre dello stesso mulino. Favolose, le ricomprerò.








Lo strutto l'ho preparato oggi pomeriggio, durante l'intervallo. L'ho fatto come babbo mi ha insegnato, solo con il lardo, quello buono, quello con il quale poi si fa la colonnata.

L'ho tagliato a piccoli pezzi e l'ho fatto sciogliere a fuoco basso. Ho poi raccolto i ciccioli e sono tornata a negozio. Lo strutto nel frattempo si è raffreddato. Tornata a casa l'ho versato in un barattolo di vetro e una parte l'ho utilizzato per la mia piada.
























Mi siedo a tavola e preparo il boccone perfetto: prosciutto crudo di mora romagnola, squacquerone, rucola, una fetta di pomodoro cuore di bue e la mia piada. 
Un bicchiere di lambrusco ghiacciato e la vita sorride. E' sabato sera, è stata una settimana impegnativa, sono a pezzi, crollo felice!







Terminiamo la cena con una fresca insalata di rucola, spinacino, cipolla Tropea, peperoncini e pomodoro.
Finiamo il lambrusco.
Lui mi guarda soddisfatto - una cena perfetta.

Ingredienti:

gr. 200 di farina bianca
gr. 200 di farina di farro
gr. 80 di strutto fatto in casa
acqua calda qb
2 cucchiaini di sale integrale di Cervia

Setacciare insieme le due farine. Unire lo strutto, il sale e l'acqua calda a poco a poco. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Mettere in un sacchetto per alimenti e riposare in frigorifero per un'ora (può essere utilizzato anche il giorno dopo).
Fare delle palline di circa gr 100, tirarle sottili e cuocerle sul testo o padella antiaderente con il fondo alto. Deve essere caldissima.
Cuoce in due minuti.

La morte sua è farcita con prosciutto e squacquerone, ma con i ciccioli, quelli contadini è da sballo! Tutto il resto non è piadina romagnola.

Potrei raccontare tante cose sulla piadina, tante storie di famiglia, come mia suocera che viveva in montagna e ogni anno passava da casa  il testaio per  vedere se c'erano i testi da sostituire. Oppure potrei raccontare che dal Sillaro alle Marche la piada da spessa e piccola, si stende e si allarga. Oppure che ogni famiglia ha la sua ricetta: dove alcuni mettono il bicarbonato perchè dicono che diventa più friabile, altri l'uovo, altri usano il latte per impastare, altri sostituiscono lo strutto con l'olio. Potrei raccontare della sfogliata riccionese che si prepara stendendo lo strutto sulla sfoglia, che poi arrotolata si lascia riposare per un'ora e poi si ripete l'operazione per ben tre volte.
Ma non racconto di più perchè il tempo sta per scadere..pochi minuti ed è mezzanotte.
Cenerentola non perde la scarpina...saluta tutti e va a nanna.

giovedì 26 giugno 2014

Il vincitore è....

...per meglio dire sono! Le vincitrici sono:

Le chef allegre, Daniela e Silvia,
Congratulazioni!



Quando è arrivata la ricetta ce ne siamo subito innamorati. 
Siamo rimasti colpiti dalla cura con la quale questo dolce è stato pensato e costruito proprio per il contest.
La scelta attenta degli ingredienti, la descrizione precisa e professionale, la presentazione elegante e di gran classe fanno sì che la Goccia di Volubilis sia la nostra scelta.

Abbiamo anche la fortuna di avere Daniela e Silvia in persona alla premiazione ufficiale che avverrà domani durante l'evento Volubilis, un viaggio di sensi  presso il nostro Atelier,  il Concept Store Art'é... di Luca Righi e Fuocobio, calore di casa di Sabrina Gasparri in Via Frassinago a Bologna dalle ore 17.


Sarà presente la Signora Satù, collaboratrice della Bruno Acampora Profumi, che consegnerà a Le chef allegre una preziosa confezione di Olio di Volubilis da 20ml, ottava meraviglia in casa Acampora.


Durante l'evento sarà possibile degustare un assaggio della Goccia di Volubilis, preparata dalle vincitrici in persona, accompagnata da un bicchiere di Rosè della Tenuta Condè di Predappio (FC).

Voglio ringraziare tutte le blogger e non che hanno partecipato al contest. Siete stati tutti grandiosi, in così poco tempo siete riusciti a creare e a regalarci delle ricette meravigliose.
L'elenco aggiornato delle ricette lo trovate nel post di presentazione al contest a questo link.

Ancora tanti complimenti alle vincitrici e a domani! Non vedo l'ora di conoscervi! 


martedì 24 giugno 2014

Officina del gusto: i girasoli per Volubilis


"Cucinare è come amare... o ci si abbandona completamente o si rinuncia." 

Harriet Van Horne

Come non condividere questa citazione, motto dell'Enoteca Officina del gusto di Castenaso, in provincia di Bologna.
Ho già parlato di loro nel post di presentazione del contest Volubilis e per ringraziarmi hanno inviato un primo piatto di ravioli pensati proprio per il contest e io ringrazio loro.

L'Enoteca Officina del gusto è un locale dove oltre che a degustare ottimi vini, si può anche cenare. 
Il menù a degustazione si basa su un appetizer, un tris di antipasti, un primo, un bis di secondi e il dolce, che cambiano costantemente per offrire pietanze sempre diverse agli ospiti che amano frequentare spesso l'Officina.

La cucina è ispirata dalla tradizione bolognese, ma rivisitata dal gusto raffinato del proprietario Dario Stagni.
Le materie prime sono reperite dalle produzioni di eccellenza del territorio.
Le portate sono calibrate per gustare una cena perfetta.
La carta dei vini, ricca e ricercata, permette al sommelier di consigliare il vino più giusto per accompagnare le pietanze del menù. 

I ravioli per il contest Volubilis sono stati pensati e creati da Dario, da La Sfoglina Cynthia Ravanelli e un amico gourmet.

I Girasoli Cynthia




Ingredienti per 2 persone: 

1 uovo 
100 gr farina 
100 gr ricotta di mucca 
3 foglie di menta piperita 
1/4 bacca di vaniglia 
1 noce di burro 
2-3 fette bresaola 
mezza melanzana viola 

Il ripieno:
Tagliare a dadini la melanzana e farli scottare con un filo d'olio e sale assieme a due foglie di menta piperita, togliere dal fuoco e aggiungere a crudo la restante menta.Lasciare raffreddare e unire alla ricotta .

Il girasole: 
Preparare la sfoglia impastando la farina con l'uovo e tirandola sottile. Con un coppapasta tagliare due dischi di pasta uguale. Mettere un poco di ripieno su di un disco e chiedere con l'altro sovrapponendoli. Rifinire con un coppa pasta smerlato.

Sciogliere il burro unendogli la polvere della bacca di vaniglia.
Cuocere i ravioli in abbondante acqua salata e unirli al burro e alla vaniglia. A fine cottura aggiungere la bresaola precedentemente tagliata a striscioline.
Impiattare e decorare con una fogliolina di menta piperita.



Con questa ricetta Officina del gusto partecipa al contest 






mercoledì 18 giugno 2014

Fagottini di Salmone affumicato con fagiolini e erbe aromatiche

Rita è una persona molto carina, ospitale di mente e di fatto, con la quale, la sera che l'ho conosciuta al compleanno di una amica comune, è stato feeling immediato.
Rita è anche un'ottima cuoca. Condividiamo la passione per le materie prime e per i prodotti genuini delle nostre terre.
Non ho potuto fare a meno di invitarla a partecipare al contest e lei ha accettato con l'entusiasmo che la contraddistingue.

Ha raccolto le verdure e le erbe nell'orto del suo babbo che coltiva amorevolmente nonostatante l'età e ha preparato questo piatto profumato e molto estivo. La presentazione sulle foglie di granoturco dimostra la sua indiscutibile creatività e la passione per le cose semplici. 
Il risultato è un piatto molto elegante di sicuro effetto.
Grazie cara Rita e in bocca al lupo.


Fagottini di Salmone affumicato con fagiolini  e erbe aromatiche



Estate è colore, colore è creatività, creatività è cucina, cucina è una esplosione di profumi e aromi. 
Mi piace inventare, amalgamare, sperimentare e lasciare libera la fantasia, antichi profumi d’infanzia che osano miscelarsi con profumi nuovi, diversi, e mi perdo in questo mondo affascinante , ed è attraverso la cucina che nasce aggregazione, amicizia, relazione, intimità, complicità erotismo allegria. Un buon piatto in tavola rimane sempre il modo più straordinario per incontrarsi. 
Ecco la mia ricetta e ringrazio Sabrina che con il suo invito e la sua solarità mi ha stimolato a
partecipare.



Ingredienti per due persone:

150 gr salmone affumicato
fagiolini lessati (circa 6/7 fagiolini per ogni fettina di salmone)

per la salsa:
1 pompelmo
1 limone
prezzemolo
menta piperita
basilico
6 noci
sale
pepe
olio Evo

per abbellire: 
foglie di granoturco
lavanda fresca

In un piatto preparate il succo del pompelmo del limone un pizzico di sale olio evo e mettete a marinare
le fettine di salmone in frigo per un paio d’ore. 
Tritare il basilico la menta il prezzemolo le noci e amalgamare il tutto con un po’ di olio evo, sale e pepe q.b.

Pulire i fagiolini lessarli in acqua salata, tenerli leggermente al dente, e condirli con una parte della salsa.

Preparate dei fagottini ripieni di fagiolini e legateli con un rametto lavanda (oppure di erba cipollina o uno stecchino a piacere).

Lavare le foglie di granoturco, una volta asciugate adagiate i fagottini e condite con la rimanete salsa.

Un ciuffetto di menta per finire la decorazione e volendo qualche goccia di aceto balsamico accompagnate con pane fresco appena sfornato. 


Con questa ricetta Rita Brunelli partecipa al contest 

lunedì 9 giugno 2014

Il Contest: Volubilis un viaggio di sensi

la rosa del marocco
la menta piperita
il bergamotto
il muschio
la vaniglia 
il patchouli

Questi sono gli ingredienti che compongono il nuovo profumo di Bruno Acampora, il Volubilis, ma sono anche gli ingredienti che devono fare parte di una ricetta creata appositamente per il nuovo contest 

Volubilis un viaggio di sensi



Bruno Acampora, 
napoletano, imprenditore nella prestigiosa azienda di famiglia produttrice di guanti in pelle di antica tradizione partenopea, diventa profumiere per caso, dall'incontro sulla spiaggia di Saint Tropez con Giovanni Varon, un “naso” interprete di creazioni eccellenti. Giovanni regala a Bruno poche gocce di un'essenza preziosa, preludio di una bella amicizia e i profumi diventano la sua ossessione.
Nasce così la Bruno Acampora Profumi, che non produce semplici profumi, ma essenze, oli profumati, creati per guidare chi li indossa in uno straordinario viaggio sensoriale.

Gli oli di Acampora hanno i sentori dei suoi viaggi: basta una goccia di profumo sui polsi ed ecco che i sensi si fondono con la cultura di Beirut, i safari in Kenya, la ricerca di resine e radici nei suq del Sahara. L'olfatto assapora la malinconica decadenza di Venezia e i party nella New York di Andy Warhol (che ad Acampora ha dedicato un ritratto), le spezie dell'Equatore, l’India, la Cina, il Giappone, per poi tornare all’isola magica: Capri con il blu del suo mare, ispiratore di un profumo che ruota intorno a un fiore aggressivo e mediterraneo come la tuberosa.
Le essenze, pensate indifferentemente sia per l'uomo che per la donna, sono racchiuse in un piccolo flacone di alluminio, all’interno del quale l’olio essenziale e il volume d'aria sono dosati in perfetto equilibrio. 
La confezione è sigillata da un tappo di sughero che fa respirare il profumo e da una goccia di ceralacca rosa, seguendo l'uso degli artigiani profumieri.

Il Volubilis
deve il suo nome ad un'antica cittadina coloniale dell'impero romano in Marocco, lo stesso paese che produce una delle rose più preziose e profumate utilizzate in questa fragranza, la rosa centifolia. Dicono che quando soffia il vento del deserto il profumo delle rose del M'goun arrivi fino a Marrakech e io trovo questa cosa inebriante!
La dolcezza della rosa è il lato femminile di questo profumo che viene inaspettatamente sostenuto da un freschissimo sentore di menta piperita e trova il suo lato maschile quando arrivano muschio e bergamotto. L'oriente torna a legare questa sorprendente essenza, con le note del patchouli e della vaniglia.

Il Contest
Pochissime regole e pochissimo tempo:

Premio e premiazione


La Bruno Acampora Profumi mette in palio, per il vincitore del contest, una preziosa confezione di olio di Volubilis da 20ml. 

La premiazione della ricetta vincitrice avverrà il giorno 27 giugno, durante un evento degustazione presso il Concept Store Art'é... di Luca Righi, a Bologna in via Frassinago 2a.

Quel giorno dalle ore 17, avrà luogo il green tasting day dedicato all'ottava meraviglia in casa Acampora, il Volubilis, con omaggio profumato per le Signore che interverranno e degustazione della ricetta vincitrice.






Dopo mesi passati a dedicarmi al mio lavoro, finalmente uno stimolo forte mi ha riportata al blog. 
Mentre Luca ed io pensavamo a come organizzare l'evento del 27 giugno, leggo i componenti di questo meraviglioso profumo che è il Volubilis e subito mi è volata alla mente l'idea del contest. Olfatto e gusto insieme, la cosa più naturale che ci sia, l'uno è conseguente all'altro, indissolubili e indivisibili.
Luca, appassionato di cucina e ottimo cuoco, abbraccia con entusiasmo l'idea. 
Ed eccoci qui, il tempo è pochissimo ma mi auguro che l'idea vi piaccia e che riusciate a partecipare numerosi.

Ho preparato al volo un appetizer, prendendo spunto da una portata consumata l'altra sera durante una fantastica cena a Castenaso (BO) all' Officina del gusto (se passate da quelle parti, consiglio vivamente di fermarvi!). L'idea dello spiedino feta e cocomero è dello chef, io ho aggiunto il mojito solido e il sale alla rosa.
Ho subito amato questo antipasto perché racchiude tutto quello che amo nella cucina: l'altissima qualità degli ingredienti, la tradizione, un pizzico di originalità che uniti insieme nella loro semplicità ne fanno un piatto sorprendente.

Spiedino greco con mojito solido



Ingredienti:

ottima feta 
cocomero
cetriolo
cipolla Tropea
sale di Cervia
qualche oliva greca
petali di rosa colore rosa
olio evo

per gr. 700 di mojito solido

4 lime
due cucchiai di zucchero di canna
un mazzo di menta piperita
un bicchierino di rum 
acqua qb
gr. 12 di colla di pesce

Per prima cosa preparare il mojto solido.

Mettere ad ammollare la colla di pesce in acqua a temperatura ambiente.
In un mortaio pestare i lime tagliati a spicchi, le foglie di menta e lo zucchero. Aggiungere un poco di acqua e filtrare tutto il succo. Unire il bicchierino di rum. Pesare il liquido. Mettere a scaldare l'acqua che manca per arrivare a 700 gr. Strizzare bene la colla di pesce e scioglierla delicatamente nell'acqua quasi bollente.
Unire il succo alla colla di pesce, mescolare bene e versarlo in una teglia grande tanto da fare arrivare lo spessore del mojto a un cm.
Mettere in frigorifero per almeno 4 ore.

Preparare l'appetizer.

Tritare grossolanamente quattro cucchiai di sale di Cervia con due cucchiai di petali di rosa. Conservare in un vasetto, tornerà utile per insaporire altre pietanze.
Tagliare a cubetti della ottima feta e dell'ottimo cocomero e infilzarli in uno spiedino alternandoli.
Lavare e asciugare un cetriolo e una cipolla Tropea. Tagliarli ad anelli e comporre il piattino mettendo una fetta di cetriolo, un'anello di cipolla, un'oliva greca, una lacrima di olio evo e un pizzico di sale alla rosa.

Servire con il mojito solido tagliato a cubetti.

Bene, spero che vi sia piaciuto.
Vi aspetto in tanti tanti tantissimi! 
Sabrina




Le ricette profumate

  1. Lovely cake - Mojito Sbagliato Fragola e Cocco con menta mela verde
  2. Lovely cake - Una rosa ai tropici
  3. Lovely cake - Religieuse alla rosa
  4. Lovely cake - Afrodite Dome de Framboise à la Rose
  5. Lovely cake - Macaron primavera
  6. Fatemi cucinare - Zuppa di mare profumata di menta
  7. Il fior di cappero - Tu si 'nu Babà! ... con rum, chantilly al mascarpone, petali di rosa, mirtilli
  8. Semi di zucca - Torta mojito
  9. Dolcemente inventando - Panna cotta al bergamotto con banane à la martiniquaise
  10. Dulcis di Gabriella Pravato - Torta morbida di ciliege profumate alla menta
  11. Rita Brunelli - Fagottini di Salmone affumicato con fagiolini e erbe aromatiche
  12. Acquacotta e fantasia - Muhallabia
  13. Il gatto pasticcione - Semisfera di gelato alla crema di vaniglia su coulis di pesca
  14. Le chef allegre - Goccia di Volubilis
  15. Beuf à la mode - Tartellette con marmellata al bergamotto, ricotta di bufala e rabarbaro
  16. Tea bag - Quadrotti alle ciliege
  17. Officina del gusto - I girasoli Cynthia
  18. Beuf à la mode - Pacchero fritto con ricotta di bufala e alici alla menta
  19. Il piacere dei sensi - Sformatini alle zucchine con menta & peperoncino
  20. Cindystar - Teatime volubile profumato alla rosa, menta, vaniglia e bergamotto
  21. La melagranata - Una confettura di fichi e cacao. 
  22. La melagranata - Confettura di maracuja con mango e vaniglia.
  23. La melagranata - Quatre- quart agli agrumi e vaniglia
  24. La melagranata - Biancomangiare con salsa di Nespole e caramello alle mandorle
  25. La melagranata - Pina colada destrutturata
  26. La melagranata -Riso Venere con gamberi alla vaniglia, latte di cocco e rum in gusci di cappesante.
  27. La melagranata - Piccoli plumcake alla vaniglia e fragole
  28. La melagranata - Confettura di pomodori verdi.
  29. La melagranata - Crema cotta al cocco con crumble profumato agli agrumi
  30. La melagranata - Confettura di prugne Regina Claudia, pesche tabacchiere, vaniglia e calvados
  31. La melagranata - Un budino di riso con uva brinata
  32. La melagranata - Acqua di rose
  33. La melagranata - Tagliatelline alle rose con mandorle e timo
  34. La melagranata - Bibita allo sciroppo di rose
  35. La melagranata - Dolce bicchiere di colomba d’Abruzzo
  36. La melagranata - Torta dei 18 anni



lunedì 28 aprile 2014

Il quinto quarto, la vendetta: il rognone e il fegato di cinghiale.

Le amiche.
Quelle vere, quelle che condividono con te i momenti di gioia e anche quelli di dolore. 
Quelle che prima ti fanno ridere e un momento dopo ti fanno incazzare come una pantera, ma poi basta un attimo e son di nuovo baci e abbracci. 
Quelle che credi amichepertuttalavita e quando ti pugnalano alla schiena è un dolore così forte e lancinante che si trasforma in un fantasma della notte che disturba i tuoi sonni per tanto tanto tempo.
Quelle che venivanoascuolaconte, che poi si fanno la loro vita ma le ritrovi dopo anni e riscopri che nulla è cambiato, hai ancora 15 anni e hai voglia di possedere un diario solo per scambiarlo con loro e scrivere -80 voglia di te, 70 ne hai di me, 16 che mi ami, 6 la mia fidanzata, 15 sposiamo- con un cuoricino sulla i.
Quelle che non hai mai visto prima poi un bel giorno, così inaspettato, ti ritrovi al salone del gusto e scopri unamicadaunavita
Quelle che quando entri nella loro casa per la prima volta, hai come la sensazione di esserci sempre stata, tutto ti è familiare, tutto ti rispecchia. 

L'amicadaunavita è la Simo, la mia bionda tenerona, cuoca fantastica.
Complice il mio soggiorno a Milano durante il Salone del mobile, dove sono stata ospite a casa sua (una di quelle che mi rispecchia in tutto), è nato Wonton di rognone in brodo con salsa di ostriche.
La ricetta l'ha creata lei, ma l'ha anche cucinata lei (la casa era la sua :))) e non era quella decisa in origine ma si è sviluppata strada facendo.
Il mio compito però è stato duplice e molto arduo: fotografare, poco bene come mio solito., tra un bicchiere e l'altro di ottimo prosecco, tante belle chiacchiere e risate a go go e lavorare di grafica per cercare di migliorare il più possibile il prodotto di una fotoreporter un po' scarsina che regge anche poco l'alcol.
Quindi, se per caso, alla Signora Beuf à la mode verrà mai in mente di far vincere questa ricetta, bene, sappi cara Cristiana che non è farina del mio sacco. Si perché con questa ricetta e quella seguente (mia e infatti si vede la differenza = meno estro, più banalità) partecipo all'MTC di aprile!!!!!!


Wonton di rognone in brodo con salsa di ostriche


Ingredienti per due persone:

per il brodo:
lt. 1,5 di acqua
1 gambo di sedano
1 carota
1 cipolla gialla
la chiara di 1 uovo

per il bouquet guarni:
semi di coriandolo
cumino 
pepe verde e rosa 
cardamomo 
fette di zenzero fresco
timo, origano e maggiorana freschi

per i wonton:
6 quadri di pasta
6 pezzetti di rognone
salsa di ostriche
olio di arachidi per friggere


Fare un brodo vegetale con la cipolla, sedano,carota e sale. 
Chiarificare il brodo con l'albume in questo modo: montare a neve ferma l'albume e versarlo nel brodo bollente (dopo aver eliminato le verdure). Rimescolare cercando di affondare l'albume il più possibile. Eliminare con la schiumarola quello in eccedenza. Fare raffreddare il brodo completamente e filtrare più volte. Il calore del brodo denatura le proteine dell’albume che si distendono e cominciano a coagulare, legandosi tra loro e formando una fitta rete che intrappolerà le particelle che lo intorpidivano il brodo. 


Nel frattempo preparare un bouquet garnì con semi di coriandolo, cumino, pepe verde e rosa, cardamomo pestati al mortaio, fette di zenzero, timo, origano e maggiorana freschi e inserirlo in una garza legata con un filo di spago. 
Preparare un court bouillon, adagiando il bouquet nel brodo chiarificato e riportato ad ebollizione.Lasciar sobbollire controllando l'intensità del sapore per circa un'ora.



Mettere a bagno il rognone in acqua e aceto per circa mezz'ora (diventerà bianco), ripulitelo e tagliatelo in piccoli pezzi. Metteteli al centro delle sfoglie di wonton con una goccia di salsa di ostriche, richiuderli bene a triangolo e friggerli in olio d'arachide bollente.
Asciugarli bene dall'olio in eccesso e servirli con il brodo profumatissimo.


La seconda ricetta è arrivata solo perché mio suocero mi ha regalato un freschissimo e prelibatissimo fegato di cinghiale. Di quinto quarto ho già parlato tanto nel mio blog, avendo anche promosso un bellissimo contest insieme alla cara amica Cristina Galliti e visto che mancano solo quindici minuti allo scadere del tempo utile per pubblicare la ricetta, non mi sto a dilungare. 
Dico solo un paio di cose riguardo questa frattaglia prelibata, non facile da trovare ma se vi capita non fatevela scappare perché batte su tutte i fronti ogni altro tipo di fegato.
E' indispensabile una volta lavato bene, lasciarlo immerso nella birra per almeno 12 ore in un recipiente chiuso in frigorifero. Ho aggiunto alla marinata anche foglie di alloro e salvia, grani di pepe e qualche bacca di ginepro. Durante questo tempo la birra si porterà via tutte le impurità del fegato.
Ci tengo a ricordare che la carne e quindi anche le frattaglie degli animali selvatici sono tra le più magre e più sane carni che si possano trovare.
Non salare il fegato prima della cottura per evitare l'indurimento delle carni.

Stracci di fegato di cinghiale burro e salvia con mele, pane carasau e insalata primaverile



Ingredienti per 4 persone:

1 fegato di cinghiale
foglie si salvia e alloro
1 birra media italiana 
bacche di ginepro
grani di pepe

1 mela annurca
1 cipolla gialla
farina
4 fogli di pane carasau
spinacino crudo
1 mazzetto di asparagi
burro e olio 
sale e pepe



Tagliare la mela a spicchi e gratinarla in forno per pochi minuti. Deve rimanere bella soda.
Tagliare la cipolla ad anelli, infarinarla e passarla in forno caldissimo per 10 minuti più 3 di grill.
Cuocere a vapore gli asparagi e tagliarli a julienne.
Lavare e asciugare bene gli spinacini.
Trattare per una notte il fegato come ho spiegato sopra.
Lavarlo bene e tagliarlo a straccetti di media grandezza.
Scaldare un tegame con una noce di burro, un cucchiaio di olio evo e qualche foglia di salvia. Cuocere gli stracci a fuoco vivo. Salare trenta secondi prima di toglierli dal fornello.

Impiattare mettendo sul fondo del piatto il pane carasau. Adagiare sopra lo spinacino con gli asparagi, gli stracci di fegato e condire con olio, sale e pepe. Guarnire con gli anelli di cipolla e la mela gratinata.


...e anche per questa volta ce l'ho fatta. Ringrazio come sempre le ragazze dell'MTChallange e soprattutto Cristiana che mi ha fatto ricordare le emozioni e le soddisfazioni che abbiamo provato con il contest del Quinto quarto revolution. Avrei voluto solo essere un poco più libera per poter passare a leggere tutte le meraviglie che le donne e gli uomini dell'MTC hanno preparato. Ma come al solito, un poco alla volta le guarderò.
Ehi Ale....mi spetterà poi un premio particolare per la devozione che porto alla tua splendida sfida, visto che sono quattro mesi che il mio blog esiste solo per l'mtc!! :))
Un bacio a tutti.
Sabri